Il cinema documentario: due corti

Nell'ambito della manifestazione CinemaMilanoSlow questa sera, allo Spazio Oberdan, sono stati proiettati due corti di Piero Cannizzaro: Storie di alici e Storie di dolci. Hanno entrambi una durata di 12' e celebrano due tradizioni che rischiano di scomparire.

Il primo è un ritratto di Marina di Pisciotta, piccolo paesino del Cilento dove la pesca delle alici viene ancora praticata secondo un metodo antichissimo, un tempo diffuso su tutte le coste del Mediterraneo e che oggi sopravvive soltanto qui. Una tecnica di pesca destinata ad essere risucchiata dai tempi moderni quella praticata con la rete "menaica" grazie alla quale si garantisce il mantenimento delle proprietà organolettiche del pesce che, inoltre, viene lavorato fresco, risultando di una qualità unica.
Il film-documentario è uno sguardo romantico e malinconico su uno sparuto gruppo di pescatori che, dal tramonto a notte fonda, solcano silenziosamente le acque del loro mare, inseguendo la corsa delle alici verso la luna.

Il secondo cortometraggio è la storia di Maria Grammatico, una donna cresciuta in convento, dove potè apprendere dalle suore molte antiche ricette dolciarie. Oggi, all'età di settanta anni, conduce una pasticceria artigianale nella cittadina di Erice, dedicandosi ad una vera e propria arte, mantenuta viva, purtroppo, da pochi.

Sempre nella giornata di oggi mi sono persa Il pranzo di Babette (in programmazione alle 17, orario in cui ero ancora al lavoro), la degustazione era ormai al completo, ma, dopo i due corti di Cannizzaro, ho potuto assistere ad una rara antologia di sequenze, provenienti dall'archivio della Cineteca Italiana, con protagonisti Buster Keaton e Charlie Chaplin che con pranzi e torte in faccia hanno spesso avuto a che fare.

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