La festa de noantri

Domani la mia bellissima città celebra i suoi patroni, SS. Pietro e Paolo. In concomitanza prende l'avvio anche un altro evento che si protrarrà fino al 25 luglio: è la festa dell'estate, di Trastevere, "de noantri" diversi da "voantri che abitate in altri quartieri". Molti ignorano però che questa secolare festa pagana ha origini religiose.

Una leggenda narra che, dopo una tempesta, nei pressi della foce del Tevere, fu rinvenuta da alcuni pescatori una statua della Vergine Maria, scolpita in legno di cedro, subito trasferita nella chiesa di Sant'Agata, dove si trova ancora oggi. Ogni anno, in questo periodo, la "Madonna fiumarola" viene portata in processione fino alla chiesa di San Crisogono, dove resta per otto giorni (l'ottavario dell'adorazione) per tornare poi dove risiede.

Anticamente la processione era organizzata dalla compagnia dei vascellari, i vasai, che plasmavano i boccali di coccio e le brocche per servire il vino nelle osterie. L'impronta festaiola della celebrazione non è andata smarrita. La festa della Vergine del giardino o Madonna del Carmelo (apparve come nuvola al profeta Elia in Palestina, sul monte Carmelo, in ebraico Karmel, giardino) รจ infatti affiancata, a partire dagli anni Venti, dalla festa pagana "de noantri", a cui partecipa tutto il quartiere: in passato numerosi erano i venditori di cocomeri, grattachecche* e fusaje*; oggi, curiosi e turisti sono attratti dalle bancarelle di ogni genere, dai dolciumi all'artigianato, dai teatri ambulanti e dalle iniziative culturali, dimenticando o ignorando il ritrovamento della bella statua nel "Tiberis flumen flavis".
Uno spettacolo pirotecnico conclude i festeggiamenti.

Grattachecca: granita ottenuta tritando del ghiaccio, cui si versano sciroppi di vario gusto, generalmente menta.
Fusaje: lupini, cioè semi del Lupinus albus, di colore giallo e forma tondeggiante che si mangiano dopo averli tenuti in acqua salata per svariate ore, allo scopo di privarli del loro naturale sapore amarognolo; a Roma si vendono ancora avvolgendoli in un cartoccio di carta paglia.

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